[abaixo, a versão em português]

ITALIANO

Sin dal 2001, lo Studio si occupa anche di procedimenti volti ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. Ad oggi, questo risultato è stato ottenuto per oltre cinquecento persone, come dichiarato dall’Avv. Tamborlini in una recente intervista, consultabile al seguente link: [Articolo su Il Venerdì di Repubblica].

Il procedimento giudiziale per il riconoscimento della cittadinanza italiana davanti al Tribunale di Roma si pone come necessaria alternativa a quello amministrativo o consolare, nei casi di discendenza per linea materna. In tale ipotesi, infatti, il riconoscimento della cittadinanza va accertato giudizialmente. Si ha linea materna non solo quando l’avo originario è una donna, ma anche nel caso in cui l’avo sia un uomo, ma abbia poi avuto una figlia femmina, e quindi ci sia una donna nella linea di discendenza, purché costei abbia contratto matrimonio con uno straniero o avuto un figlio naturale prima del 1° gennaio 1948.

Il problema nasce dal fatto che, secondo la legge n. 555 del 1912 sulla cittadinanza, la donna trasmetteva la cittadinanza alla propria prole solo in alcuni casi eccezionali. La stessa legge disponeva inoltre che l’uomo italiano che sposava una cittadina straniera acquisiva la cittadinanza straniera ma manteneva quella italiana, mentre la donna italiana che sposava un cittadino straniero acquisiva la cittadinanza straniera ma perdeva quella italiana.

Queste disposizioni sono state poi dichiarate incostituzionali, ma la Costituzione italiana è entrata in vigore nel 1948, e quindi per tutte le donne che si sono sposate con uno straniero o hanno avuto un figlio naturale prima del 1948 si pone questo problema, che viene risolto in tribunale, grazie a numerose sentenze della corte di Cassazione che hanno definito la cittadinanza un diritto imprescrittibile, permanente e inviolabile.

È possibile presentare in tribunale anche una richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana per linea paterna. In questo caso, però, bisogna dimostrare, alternativamente, o che la domanda è già stata respinta in via amministrativa o consolare; oppure che la domanda, regolarmente presentata, non ha ricevuto risposta entro i 730 giorni previsti dall’art. 3 del D.P.R. n. 362/1994 (Regolamento recante la disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana), che richiama espressamente gli artt. 2 e 4 della legge n. 241/1990 in tema di procedimento amministrativo. In caso contrario, nella discendenza per linea paterna il tribunale dichiara la mancanza di interesse ad agire, poiché la parte avrebbe potuto seguire altre vie, anziché presentare una domanda giudiziale.

Durata:

La legge n. 46/2017, che ha convertito il decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017, ha modificato il rito da seguire per chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana, che non è più quello ordinario, ma quello sommario di cognizione (artt. 702 bis e ss. c.p.c.). La durata del giudizio è relativamente breve e di norma più conveniente rispetto ai tempi del Consolato: nel 90% dei casi, si ottiene l’ordinanza entro poco più di un anno dal deposito del ricorso. Dipende soprattutto dai giudici: alcuni fissano l’udienza in una data vicina e in quella stessa udienza trattengono la causa in decisione. Altri, invece, fissano l’udienza più in là nel tempo o alla prima udienza dispongono un rinvio per poi decidere nella seconda udienza.

Documenti:

I documenti necessari (tutti in originale con traduzione giurata) sono:

  • certificato di nascita dell’avo/a italiano/a (rilasciato dal Comune di origine);
  • certificato di matrimonio dell’avo italiano;
  • certificato di nascita e di matrimonio dei vari discendenti, fino ad arrivare al certificato di nascita delle parti del giudizio (e di loro eventuali figli);
  • certificato di negativa naturalizzazione (necessario perché il tribunale richiede la prova che l’avo italiano non abbia mai rinunciato alla cittadinanza italiana in favore di quella dello stato verso cui è emigrato);
  • procura notarile alle liti (se c’è qualche minore, bisogna specificare che il genitore agisce anche nell’interesse del minore in qualità di esercente la patria potestà).

I documenti emessi dall’autorità di uno Stato estero devono essere muniti di Apostille – qualora questo abbia aderito alla Convenzione dell’Aja del 1961 – o legalizzati dal Consolato.

Procedimento:

Una volta ricevuti i documenti, viene predisposto il ricorso nei confronti del Ministero dell’Interno, descrivendo l’albero genealogico della famiglia, dimostrando la discendenza diretta e l’avvenuta trasmissione del diritto di cittadinanza jure sanguinis dall’ava italiana.

Dopo aver depositato e quindi iscritto a ruolo il ricorso in tribunale, alla causa viene attribuito un numero (numero di ruolo generale); poi la causa viene trasmessa al presidente della nuova Sezione specializzata del Tribunale (competente anche in materia di cittadinanza), che nomina un giudice. Questo giudice fissa con decreto la prima udienza. Il decreto va notificato al Ministero dell’Interno, nel suo domicilio ex legge posto presso l’Avvocatura dello Stato.

Alla prima udienza, nella maggiorparte dei casi il giudice trattiene subito la causa in decisione e decide con ordinanza in merito all’accoglimento o al rigetto della domanda.

Una volta depositata, l’ordinanza viene inviata dal Tribunale all’Ufficio del Registro. Quando sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate viene liquidata l’imposta, si può procedere al pagamento. Intanto si notifica l’ordinanza via PEC al Ministero, e se entro 30 giorni dalla notifica il Ministero non propone appello (finora non è mai successo), l’ordinanza diventa definitiva. A quel punto, l’ultimo passo è chiedere il certificato di non proposto appello, che viene rilasciato dopo 10 giorni lavorativi.

Una volta ottenuta, l’ordinanza con la certificazione di definitività viene inviata al comune italiano competente insieme ai documenti originali, che nel frattempo sono stati ritirati in Tribunale, e alla richiesta di trascrizione degli atti. In alternativa, l’ordinanza viene spedita al cliente insieme ai documenti originali; il cliente può quindi portare tutto al Consolato competente per gli ulteriori adempimenti amministrativi, in relazione ai quali c’è uno sportello dedicato, privo di fila.

Sia per il reperimento, la traduzione e la predisposizione della documentazione necessaria all’instaurazione del giudizio, sia per gli adempimenti successivi al rilascio della certificazione di definitività della sentenza, lo Studio si avvale delle seguenti collaborazioni:

  • in Italia:

– NR Cidadania Italiana di Victoria De Napoli, Via dei Mille, 3 – Savona – CAP 17100 – Tel. +39 3349403643 ,  +39 366 8362846 – Email: contato@nrcidadaniaitaliana.com

  • in Brasile:

– Avv. Vera Boni, Rua Eudoro Lemos de Oliveira 138 – 2 andar, CEP 02022-030-São Paulo, SP, Tel.: +55 11 99191-0282 – Email: boni.v@terra.com.br;

– Avv. Jorge Hermano Moreira c/o Moreira & Jorge, Avenida Ibirapuera, 2907, cj. 715, CEP: 04029-200, São Paulo, SP, Tel.: + 55 11 5535-6066 –
Email: jhermano@moreirajorge.com –  www.moreirajorge.com;

Avv. Angela Morbelli, Rua Sebastião Guimarães Correa, 221 apto. 21, CEP 04304-060 – São Paulo, SP – Tel. +55 11 98258-1616 – Email: angelamorbelli@uol.com.br – pagina Facebook: Seja cidadão Italiano;

– Dott. Felipe Malucelli, Ferrara Cidadania Italiana – Curitiba: Rua Marechal Deodoro, nº 857, salas 1901 ao 1903, Centro – Curitiba (PR) – Tel. +55 41 3077-2311 – São Paulo: Angélica, nº 2447, salas 41 e 42, Bela Paulista – São Paulo (SP) – Tel. +55 11 3231-0462 – Email: Email: contato@ferraracidadaniaitaliana.com.br – www.ferraracidadaniaitaliana.br.

PORTUGUÊS

Desde  2001 o estúdio também lida com procedimentos destinados a obter o reconhecimento da cidadania Italiana. Até a data de  hoje este resultado foi alcançado por mais de quinhentas pessoas, como confirmou o advogado Tamborlini  em uma recente  entrevista. Link para acessar a entrevista: [Articolo su Il Venerdì di Repubblica].

O processo judicial de reconhecimento da cidadania italiana perante o tribunal de Roma, é uma alternativa necessária ao administrativo ou consular em caso de decendênçia por linha materna e nesse caso  o reconhecimento da cidadania deve ser determinado judicialmente.

A linha materna existe não só quando o ascendente  original é uma mulher, mas  também no caso seja um homem porém tenha tido uma filha mulher e portanto há uma mulher na linha de descendência, desde que ela tenha casado com um estrangeiro ou teve um filho natural antes da data de 1 janeiro de 1948.

O problema ocorre do fato de que, de acordo com a lei n. 555 de 1912, a mulher transmitiu cidadania aos filhos apenas em alguns casos excepcionais. A mesma lei também previa que o homem italiano que se casava com uma cidadã estrangeira, adquiria a cidadania estrangeira mas mantia a italiana, enquanto a mulher italiana que se casava com um cidadão estrangeiro adquiria a cidadania estrangeira porém perdia a italiana.

Estas disposições foram então declaradas inconstitucionais, mas a constituição italiana entrou em vigor em 1948 e portanto para todas as mulheres que se casaram com um estrangeiro ou teve um filho natural antes de 1948, surge esse problema, que pode ser resolvido  no tribunal, graças a muitas sentenças do tribunal de Cassação  que definiram a cidadania um direito permanente e inviolável.

É também possível apresentar no tribunal um pedido de reconhecimento da cidadania italiana por linha paterna, porém em tal  caso precisa provar  alternativamente,   que o pedido já foi rejeitado em via administrativa ou consular,  ou que o pedido apresentado regularmente não tenha sido respondido entre 730 dias previstos pelo artigo 3 do D.P.R. n. 362/1994 (regolamento que estabelece as regras que regem a aquisição da cidadania italiana) que expressamente se refere aos artigos 2 e 4 da lei n. 241/1990 sobre o procedimento administrativo.

Caso contrário, na descendência por linha paterna o tribunal declara a falta de interesse de agir porque a parte interessada poderia ter seguido outros caminhos ao invés de apresentar um pedido judicial.

Durada:

A lei n. 46/2017, que converteu o decreto lei n.13 de 17 fevereiro de 2017, modificou o procedimento de solicitação para obter o reconhecimento da cidadania italiana, que não é mais o ordinário mas é  o processo de reconhecimento. (Artigo 702 bis e ss.c.p.c.) A duração  do processo é relativamente breve e é geralmente mais conveniente que os tempos do consulado.  Em 90% dos casos a ordem é obtida dentro de pouco mais de um ano,  a partir da data de  apresentação do recurso. Depende sobretudo dos juizes: alguns fixam a audiência em uma data próxima e na mesma audiência decidem o caso. Outros por sua  vez levam mais tempo para fixar a data ou adiam diretamente a primeira audiência para depois decidir na segunda.

Documentos:

Os documentos necessários (todos em original com tradução juramentada) são :

-Certidão de nascimento do avô ou avó italiano/a (emitido pelo município de origem);

-Certidão de casamento do avô italiano;

-Certidão de nascimento e de casamento dos vários descendentes,  até chegar a certidão de nascimento das partes do julgamento (e de seus possíveis filhos);

-Certidão de naturalização negativa (necessária porque o tribunal exige prova que o ascendente  italiano não tenha nunca renunciado a propria cidadania em favor daquela do estado em que emigrou);

– Procuração notarial de litígios (se houver menor precisa especificar que os pais também agem  no interesse do mesmo em qualidade de autoridade parental).

A documentação emitida por autoridades de um estado estrangeiro, que houver aderido a convenção da Aja de 1961 ou legalizada pelo consulado,   deverão ser fornecidas em apostilas.

Procedimento:

Uma vez que os documentos tenham sido recebidos, o recurso é feito contra o Ministério do Interior descrevendo a árvore genealógica da família,  demonstrando a descendência direta e a transmissão bem sucedida do direito de cidadania.

Depois de ter depositado e em seguida inscrito o recurso no tribunal, será atribuído um número para a causa.  Em seguida a causa  é encaminhada ao presidente da nova seção especializada do tribunal (competente também em matéria de cidadania), que nomeia um juiz. Esse juiz fixa a primeira audiência com decreto, que deverá  ser notificado ao Ministério do Interno, em seu domicílio ex-lei colocado no escritório de Advocacia do Estado.

Na primeira audiência, na maioria dos casos o juiz detém imediatamente a causa em decisão e  decide com ordem sobre a aceitação ou rejeição do pedido.

Uma vez depositada, o pedido é inviado pelo Tribunal ao Cartório de Registro. Quando no site internet da administração fiscal o imposto for  liberado, o pagamento poderá ser efetuado. Enquanto isso a portaria da PEC é notificada ao Ministério e  no prazo de 30 dias a partir da data de  notificação, o Ministério não propõe recurso. (Até hoje nunca aconteceu), a ordem se torna definitiva. A esse ponto o último passo é solicitar o certificado de apelo não proposto que é emitido após 10 dias úteis.

Uma vez obtida a portaria com a certificação de definitiva  é enviado ao município italiano competente, juntamente com os documentos originais, que entretanto foram retirados no Tribunal, e ao pedido de transcrição dos documentos. Alternativamente, é inviado ao cliente juntamente  o arquivo com os documentos originais que no meio tempo foi retirado no tribunal;  o cliente vai ao Consulado de competência para requisitos administrativos adicionais; em relação aos quais existe um setor dedicado sem fila.

Tanto para a recuperação, tradução e preparação da documentação necessária para o  estabelecimento da sentença, quanto às obrigações decorrentes de emissão da certificação de caráter definitivo da mesma,  o estúdio conta com  as seguintes colaborações:

na Italia:

– NR Cidadania Italiana di Victoria De Napoli, Via dei Mille, 3 – Savona – CAP 17100 – Tel. +39 3349403643 ,  +39 366 8362846 – Email: contato@nrcidadaniaitaliana.com

no Brasil:

– Avv. Jorge Hermano Moreira c/o Moreira & Jorge, Avenida Ibirapuera, 2907, cj. 715, CEP: 04029-200, São Paulo, SP, Tel.: + 55 11 5535-6066 -Email: jhermano@moreirajorge.com –  www.moreirajorge.com;

– Avv. Angela Morbelli, Rua Sebastião Guimarães Correa, 221 apto. 21, CEP 04304-060 – São Paulo, SP – Tel. +55 11 98258-1616 – Email: angelamorbelli@uol.com.br – pagina Facebook: Seja cidadão Italiano;

– Dott. Felipe Malucelli, Ferrara Cidadania Italiana – Curitiba: Rua Marechal Deodoro, nº 857, salas 1901 ao 1903, Centro – Curitiba (PR) – Tel. +55 41 3077-2311 – São Paulo: Angélica, nº 2447, salas 41 e 42, Bela Paulista – São Paulo (SP) – Tel. +55 11 3231-0462 – Email: Email: contato@ferraracidadaniaitaliana.com.br – www.ferraracidadaniaitaliana.br.


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